Business dei migranti tra Agrigento e Caltanissetta. 6 indagati nell’inchiesta Omnia di Favara

Business dei migranti tra Agrigento e Caltanissetta. 6 indagati nell’inchiesta  Omnia di Favara

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero Elenia Manno, hanno fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini – atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – per i sei responsabili della Omnia Academy, associazione che gestiva 15 centri di accoglienza fra le province di Agrigento e Caltanissetta, che avrebbe realizzato una truffa milionaria nella gestione dell’ospitalita’ dei migranti. Si tratta di Francesco Morgante, 52 anni; Anna Maria Nobile, 49 anni; Giovanni Giglia, 56 anni; Giuseppe Buttice’, 57 anni; Alessandro Chianetta, 37 anni; tutti di Favara e Massimo Accurso Tagano, 50 anni, di Agrigento. Con l’avviso di fine inchiesta, i difensori – gli avvocati Daniela Posante, Mariella Castronovo, Santino Russo, Anna Mule’ e Calogero Sferrazza – avranno 20 giorni di tempo per convincere i pm ad archiviare il procedimento sollecitando nuove indagini, producendo memorie o chiedendo un interrogatorio dei loro assistiti. L’indagine scaturisce da un controllo casuale sui terminali dell’ufficio immigrazione, successivo all’arresto di un tunisino, da cui emerse che l’uomo era registrato contemporaneamente in piu’ di un centro di accoglienza e lo Stato pagava l’ospitalita’ a tutte le strutture. Il 18 febbraio, a conclusione di un’indagine avviata nel 2015, i finanzieri del Comando provinciale di Agrigento eseguirono l’ordinanza, firmata dal gip Francesco Provenzano. Per i sei indagati, accusati di associazione a delinquere, falso e truffa, e’ stato disposto il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione e l’obbligo di firma. Emesso anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre un milione e trecentomila euro: tra questi conti e rapporti bancari e finanziari riconducibili agli indagati, dieci unita’ immobiliari (tra cui due lussuose ville nel territorio agrigentino), e altri beni immobili. L’obbligo di firma e’ stato annullato dal tribunale del riesame per Morgante, Giglia, Nobile e Buttice’. I beni sono stati restituiti al solo Accurso Tagano.