Appalti, Bonifacio: “Basta con le imprese lavatrici di denaro sporco”

Appalti, Bonifacio: “Basta con le imprese lavatrici di denaro sporco”

Il disegno di legge di riforma delle procedure di appalto pubblico, all’esame dell’Ars, introduce un diverso calcolo di soglia delle anomalie consentendo alle stazioni appaltanti, nel caso di criterio di aggiudicazione al prezzo più basso, di escludere le offerte eccessivamente alterati. Questo sistema proposto dalle Associazioni datoriali ( ANCE-CREDA-CONFAPI-ANIEM –ANAEPA –CNA- PICCOLI IMPRENDITORI ) Prevede una variabile di casualità che renderà difficile e impossibile la formazione di cordate e fenomeni di turbativa d’asta. “Il testo rende noto Antonio Bonifacio , Presidente del CREDA è stato più volte sottoposto alla valutazione tecnica da parte degli uffici legali dell’Ars, così come delle associazioni di categoria, anche nazionali, ed è risultato esente da vizi di legittimità costituzionale né in contrasto con la normativa nazionale in atto, inoltre e visionato ed approvato per ben due volte dalla IV Commissione dell’ARS. Nella certezza che gli obiettivi di legalità e trasparenza che il ddl introduce in questo delicato settore sono state condivise dalla maggioranza dei 2/3 dei deputati sia di maggioranza che di opposizione, è opportuno che si proceda immediatamente con L’approvazione del testo. E’ ormai chiaro a tutti conclude Antonio Bonifacio che con le attuali aggiudicazioni con ribassi oltre il 40%, vengono favorite quelle imprese che fanno da “lavatrice” di denaro sporco collusi
con la Mafia, è ciò provoca danni alle imprese pulite e serie e alle amministrazioni e
ai lavoratori. Questa riforma, che non ha costi per il bilancio regionale è attesa da anni per fare uscire il comparto edile dalla gravissima crisi che sta massacrando imprese e occupazione, non può più essere rinviata. Le forze politiche all’ARS non possono non tenere conto che il comparto è allo stremo, e che la crisi ha portato ad una grande perdita di posti di lavoro con una continua chiusura di imprese a causa anche di poche opportunità
lavorative. E’ auspicabile pertanto un forte senso di responsabilità di tutti che in caso di mancata approvazione metteranno la Sicilia ancora di più in ginocchio. Che sia chiaro se non viene approvata noi non ci arrenderemo MAI.