Al via la mobilitazione dei dipendenti dell'ex province siciliane

[embed_video id=59241]Le Segreterie Regionali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA ieri, 3 Marzo 2016, hanno riunito i Quadri Sindacali (RSU, RSA, dipendenti a tempo indeterminato, a tempo determinato, nonché dipendenti di qualche società partecipata al 100% ) delle 9 ex Province Regionali presso l’aula consiliare in quel di Enna. L’Assemblea è risultata essere, particolarmente, affollata (l’aula non riusciva a contenere tutti i presenti) e partecipata dai vari interventi dei rappresentanti i 9 Territori Siciliani. A quasi metà della medesima abbiamo registrato l’arrivo dell’Assessore Luisa Lantieri e del Deputato Mario Alloro.E’ chiaro che non ci siamo fatta sfuggire l’occasione per rappresentare tutto il nostro malumore, preoccupazione ed indignazione per una vicenda che ha raggiunto quasi “il grottesco”. Nel senso che ci “siamo” vantati di essere i primi ad abolire le Province. E, ancora oggi, non solo non è così ma siamo nel limbo. Abbiamo una legge che è stata impugnata in pochi articoli, poi “ripristinata” da una nuova norma passata in I commissione, già da oltre 3 mesi, e che oggi ancora non viene ad essere incardinata nonostante le rassicurazione che approvata la finanziaria, la prima legge ad andare in aula sarebbe stata quella delle “ex Province”. La situazione in cui versano le ex Province, ora Liberi Consorzi e Città Metropolitane, non è più sostenibile e richiede una risposta politica urgente, a tutti i livelli istituzionali, se si vuole evitare il fallimento definitivo di questi Enti. E le conseguenze per il Territorio in termini di mancata erogazione dei servizi.La mancata riforma, nonostante un processo avviato tre anni fa con il contestuale commissariamento degli Enti, ed il taglio dei finanziamenti sia da parte dello Stato che da parte della Regione, condannano le ex Province siciliane ad un inesorabile dissesto con pesantissime ricadute sui servizi da erogare e sulla tenuta occupazionale. È scandaloso che il disegno di legge 1070/A, benchè già esitato a dicembre dalla I Commissione per l’esame da parte dell’Aula, non sia ancora calendarizzato per essere discusso ed approvato dall’ARS. Come è noto, si tratta del disegno di legge che recepisce i rilievi mossi dal Consiglio dei Ministri alla
legge regionale 15/2015 e la cui approvazione consentirebbe il definitivo varo della riforma.
Tutti sanno benissimo che lo sblocco della riforma è necessario, oltre che per uscire finalmente dalla gestione commissariale, anche per rivendicare i finanziamenti da parte dello Stato, prima che sia troppo tardi.Il tempo è ormai scaduto: non ci sono più certezze sul pagamento degli stipendi ai dipendenti e sulla prosecuzione dei contratti a tempo determinato, sulle società in house come la Caltanissetta service (società indispensabile per l’attività dell’Ente. E, quest’ultima, ha sempre chiuso i bilanci in attivo e non ha fatto assunzioni di sorta). I commissari straordinari o alzano le mani in segno di resa o si dimettono, come la nostra, per non essere costretta a fare “macelleria sociale” . I lavoratori non sono neanche considerati nell’ambito del processo nazionale e rischiano di restare fuori da eventuali mobilità presso altre amministrazioni, i servizi sono allo sfascio totale. Un quadro devastante che fa il paio con una classe politica che invece di dedicarsi a risolvere i problemi dei Siciliani ed acquisire fiducia, pare essere “distratta”, rischia, verosimilmente, di fare perdere posti di lavoro nel Pubblico invece di crearli, ottimizzarli e rendere i servizi indispensabili, in modo celere e di altissima qualità, finanche più e meglio del privato.Oggi, in questa terra siamo sempre più poveri sia di lavoro che economicamente, quindi, abbiamo sempre più bisogno del Lavoro pubblico, possibilmente, “riformato” ed a cui si destinino investimenti perché si possano pensare ed erogare servizi che mettano al centro il cittadino. Con le nostre finanze non ci possiamo permettere di acquistare dal privato i servizi che eroga il servizio pubblico. E’ necessario, quindi, investire di più nel pubblico ed ottimizzare l’attività. E, anche in Sicilia, abbiamo tanti centri di eccellenza, così com’erano le ex Province che, in silenzio lavoravano e svolgevano la loro insostituibile opera, senza la quale, solo oggi, si incominciano a vedere i primi danni.FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA, a seguito dell’incontro con le RSU svoltosi a ieri a Enna sono state ampiamente discusse tutte le problematiche suddette ed individuate le iniziative da intraprendere, riproclamano lo stato di agitazione del personale ed avviano le procedure per le iniziative di mobilitazione fino allo sciopero.Nell’immediato, saranno convocate contestualmente assemblee di due ore in tutte le sedi provinciali delle ex Province Regionali per il giorno 8.03.2016 dalle ore 11,00 alle ore 13,00 ed un’assemblea sotto forma di sit-in presso l’ARS il 15 marzo in concomitanza con l’avvio della discussione parlamentare sul disegno di legge stralcio contenente le norme non discusse in finanziaria. In quella sede, chiederemo di incontrare il Presidente dell’ARS ed i Presidenti dei Gruppi Parlamentari per chiedere l’immediato inserimento all’ordine del giorno del disegno di legge 1070/A.Se non ci saranno risposte adeguate, non esiteremo a proclamare lo sciopero dando dimostrazione a tutta la classe politica siciliana, così come è avvenuto con la grande giornata di sciopero del 23 giugno 2015, della determinazione del sindacato e di tutti i lavoratori a portare avanti la battaglia in difesa del Servizio pubblico.