Confcommercio:” Con questo decreto la Sicilia affonda, vogliamo verifica dati sanitari”

Confcommercio:” Con questo decreto la Sicilia affonda, vogliamo verifica dati sanitari”

“È ufficiale. Da ieri sera. Siamo in zona arancione. Con questo decreto, la Sicilia affonda”. E’ quanto afferma Confcommercio Sicilia, il contraccolpo che subiremo rischia di essere letale.

E’ una scelta devastante. Tutti i piccolissimi passi in avanti che erano stati fatti durante i mesi estivi, per riprendersi dal lockdown di marzo, aprile e maggio, non sono serviti a niente. Precipitiamo di nuovo in un limbo di incertezze da cui nessuno sembra, in questo momento,

in grado di risollevarsi. Ieri sera, in video chiamata, i presidenti provinciali di Confcommercio Sicilia hanno convenuto sulla necessità di reagire immediatamente rispetto alla scelta imposta

dal Governo nazionale sulla base di dichiarate valutazioni di ordine sanitario. “Una situazione davvero complessa e preoccupante” è stato spiegato dai vertici siciliani di Confcommercio e, per questo motivo, già oggi stesso chiederemo di essere ricevuti dal governatore Musumeci

affinché si verifichino i dati sanitari, si valutino se le comparazioni fatte possano essere ritenute fondate e si attivi un percorso destinato a chiedere immediatamente al presidente Conte di

rivedere la nostra condizione, facendo sì che da zona arancione si passi a zona gialla. Sappiamo che è un percorso tutto in salita. Ma non ce ne staremo con le mani in mano. Non certo a fronte di quella che si annuncia la chiusura definitiva per centinaia di imprese che non riusciranno più a riprendersi da un simile colpo che devasta ulteriormente l’economia siciliana.

Dobbiamo fare qualcosa ora, subito! La preoccupazione è grande e batteremo con forza, se necessario, i pugni sul tavolo perché non ci stiamo a questa classificazione. Chiediamo che

tutto possa essere ridiscusso per salvare un’economia già compromessa e che, così

continuando, non si potrà più risanare. Chiediamo al presidente Musumeci di essere al nostro fianco in questa battaglia di legalità e democrazia, dimostrando subito che il Governo ha commesso un errore o provvedendo con urgenza a recuperare ritardi e carenze di questi mesi.

Pretendiamo dal governo nazionale la massima chiarezza e trasparenza. Sin d’ora annunciamo che, in caso di mancate immediate risposte, presenteremo una richiesta di accesso agli atti, anche al fine di valutare eventuali azioni giudiziarie volte all’annullamento degli atti amministrativi che hanno comportato questa inattesa e, allo stato, inspiegabile

chiusura, anche in confronto ai dati di altre regioni, definite zone gialle con situazioni di contagi e di ricoveri peggiori della Sicilia. Contestualmente chiederemo anche al governo regionale la massima chiarezza al fine di poter conoscere in dettaglio le azioni predisposte questi ultimi mesi in Sicilia per adeguare il nostro

livello di assistenza sanitaria all’arrivo di questa seconda ondata dell’epidemia. Appureremo, insomma, se e quali responsabilità ci sono da entrambe le parti. Inutile dire, poi, che sono necessari sostegni economici immediati, ristori urgenti. Ma, purtroppo, l’esperienza di marzo non ci induce ad essere ottimisti. A oggi, infatti, ci sono molti operatori che non hanno ricevuto nulla e comunque gli indennizzi non saranno mai adeguati a risarcire del danno economico provocato alle singole aziende. Nemmeno un euro al momento dalla regione Sicilia. Ci

vuole una grossa mano d’aiuto, sostanziale e rapida. Tutto il resto sono solo parole. Basta parole sono necessari fatti immediati.