Polo Civico: “Grave aver esitato il regolamento sulla partecipazione senza parere tecnico”

Polo Civico: “Grave aver esitato il regolamento sulla partecipazione senza parere tecnico”

Il Coordinamento del Polo Civico – Cives 3.0, Marina Castiglione e Giuseppe Cavaleri, scrive:
“Tanto tuonò che piovve”: la frase di socratica memoria si usa per indicare il verificarsi di un evento molto atteso. In questo caso va parafrasata in dialetto: “Tanto tuonò che “scampò””.
Il Presidente della I Commissione Consiliare dichiara impunemente di avere esitato il Regolamento sulla Partecipazione Civica, sia pur senza parere tecnico, a seguito delle sollecitazioni ormai petulanti del Polo Civico. Se questo fosse vero sarebbe molto grave, perché vorrebbe dire che dall’11 settembre 2015 ad oggi, la I Commissione – che ha visto nel corso dei mesi cambiare alcuni consiglieri, mantenendo invece in continuità la Presidenza – avrebbe dissipato soldi pubblici per riunioni sul merito che alla fine non sono approdate ad alcuno studio precipuo e motivato. Sul merito di cosa? Sulla volontà di rendere i cittadini più partecipi della gestione della cosa pubblica!
Va indicato ai cittadini stessi che ci sono due ordini di fattori per cui questa non è la verità.
Il primo è che nella realtà dei fatti il Regolamento è stato trattato pochissimo all’interno della Commissione: solo 18 sedute su più di 200. E solo in due sedute si è effettivamente trattato nel merito il testo del Regolamento, mentre nelle rimanenti 16 sedute o si è analizzato parola per parola lo Statuto Comunale (e non per raccordarlo con il Regolamento!) o si è discusso con gli uffici e con l’amministrazione attiva, oppure ancora ci si è soffermati sulla calendarizzazione delle sedute.
Il secondo è che il Regolamento risulta non essere mai arrivato ufficialmente alla Commissione e che manca la proposta di delibera cioè manca l’atto ufficiale che avrebbe dovuto formalizzare l’apertura della discussione e tutte le azioni conseguenti; come dire: non solo si è discusso poco, ma si è discusso del nulla, in quanto qualunque decisione si fosse adottata si sarebbe trattato di qualcosa di informale, di amministrativamente inesistente.
Stupisce molto che un presidente di commissione, per di più ex sindaco, non conosca il profilo di legittimità degli atti che porta in discussione e si lanci nell’emissione di pareri che non potevano in ogni caso essere prodotti in via ufficiale.
Stupisce molto che un presidente di commissione non si sia preoccupato di verificare la corretta trasmissione della delibera di Giunta (risalente al 22 giugno 2015) che costituiva la base ideale e politica dell’Amministrazione Ruvolo alla cui maggioranza egli stesso in quel momento apparteneva e in virtù della quale appartenenza era stato eletto sia come consigliere che, di seguito, come capogruppo e come presidente di commissione.
Stupisce molto che un presidente di commissione non si sia preoccupato di tutelare il lavoro degli altri consiglieri componenti la commissione stessa, che hanno partecipato a loro insaputa a delle sedute “fantasma”.
Stupisce molto che un rappresentante del popolo non si sia imposto l’impegno di intensificare quanto più possibile il lavoro utile a rafforzare la democrazia, promuovendo la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione comunale.
Stupisce molto che si arrivi ad una determinazione dopo una trasmissione radiofonica piuttosto che valutando l’opportunità del proprio operato all’interno dei luoghi istituzionali.
O forse tutto questo non deve stupire affatto…
La mistificazione delle parole viene sbugiardata dai fatti: e i fatti sono che il civismo fa paura a chi usa le vecchie tecniche da imbonitore, e la democrazia partecipativa costituisce una perdita di potere che deve essere osteggiata a qualunque costo, nel rimpallo di responsabilità di molti attori. Il Polo civico denuncia con forza questa impostura e rivendica il suo ruolo inconciliabile, per metodi e per obiettivi, con una “politica” di siffatta natura.
Approvare il Regolamento sulla Partecipazione Civica significa mettere la prima pietra per dare la possibilità ai cittadini, singoli o organizzati in associazioni, di entrare nei meccanismi di gestione della cosa pubblica, arrivando ad indirizzare chi governa non solo sulle azioni politiche, ma anche su quelle economiche e sociali che hanno ricadute immediate sul benessere e sulla vivibilità. Non è, come alcuni disinformati credono, una sostituzione delle rappresentanze elettorali, ma la nascita di una serie di strumenti di collaborazione tra il cittadino e l’istituzione, capaci di armonizzare le richieste e farle confluire all’interno di un comune progetto di rilancio della nostra comunità.

Il Coordinamento del Polo Civico – Cives 3.0

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