Pediatria, 40 milioni ai privati: Cantone manda gli atti ai pm

Pediatria, 40 milioni ai privati: Cantone manda gli atti ai pm

Non solo lo boccia, ma manda anche tutte le carte alla procura ordinaria di Palermo e a quella della Corte dei conti. Raffaele Cantone firma un esposto durissimo contro l’affidamento diretto fatto dalla Regione nei confronti del Bambino Gesù, l’ospedale del Vaticano, che ha realizzato la Cardiochirurgia pediatrica a Taormina. Una convenzione, scrive Cantone, costata già quasi 40 milioni di euro: il tutto «senza rispettare il diritto dell’Unione europea sui contratti fra pubblica amministrazione e ospedali privati e senza alcuna motivazione evidenziata nel procedimento istruttorio in ordine ai presupposti che hanno indotto la Regione siciliana all’affidamento all’Istituto». E, ancora, il presidente dell’Autorità anticorruzione contesta il mancato rispetto della normativa sugli appalti pubblici riguardo ai subappalti fatti dal Bambino Gesù per i lavori avviati a Taormina e pagati dalla Regione. Insomma, per Cantone la Regione non poteva fare quell’accordo e ha speso 41 milioni di euro in maniera irregolare, senza trasparenza e senza alcuna gara.

Questa storia inizia nel 2010, quando il governo Lombardo, assessore alla Sanità Massimo Russo e dirigente generale della Pianificazione Maurizio Guizzardi, dà il via libera alla convenzione tra la Regione e il Bambino Gesù, ospedale privato del Vaticano, con l’obiettivo di realizzare in Sicilia un centro di eccellenza per la cardiochirugia pediatrica, dopo il caso Marcelletti a Palermo che ha di fatto stoppato il centro dell’ospedale Civico. Già la scelta della nuova sede poteva far nascere più di un dubbio: Taormina, in un piccolo ospedale all’estremo della Sicilia orientale e non in una grande azienda ospedaliera dell’Isola. Ma tant’è: al di là della scelta, la convenzione viene firmata. La Regione si impegna a corrispondere 4,8 milioni di euro per i primi due anni e altri 5,3 milioni per i tre anni successivi. Inoltre si impegna a rimborsare eventuali lavori di ristrutturazione edilizia e acquisti di macchinari. Ma, come contesta adesso l’Anac, nella convenzione si prevede che il Bambino Gesù si «sarebbe avvalso delle proprie procedure anche in riferimento all’acquisizione di beni di consumo, sanitari e opere edili e impiantistiche». Tradotto: la Regione paga, l’ospedale acquista opere e macchinari senza alcuna gara pubblica, senza bandi, ma come meglio crede. La motivazione ufficiale è quella di portare nell’Isola gli stessi «livelli di eccellenza e qualità» del Bambino Gesù. Nel 2016 nasce però un contenzioso con la Regione, nel frattempo guidata dal governo Crocetta. Il Bambino Gesù presenta un conto aggiuntivo da 11,8 milioni all’Asp di Messina per le opere realizzate e l’acquisto di attrezzature. Ma la Regione non vuole pagare questa cifra e innesca un braccio di ferro. Alla fine si arriverà a un accordo in base al quale la Regione pagherà 7,7 milioni di euro. Cifra, questa, che si aggiunge, scrive Cantone, ai 31 milioni erogati per la convenzione base. Totale, dal 2010 al 2016, circa 40 milioni di euro.

L’investimento venne contestato già nel 2015 dall’assessora in carica, Lucia Borsellino, e dall’allora responsabile dell’Asp Gaetano Sirna. Tanto che la convenzione nel 2017 viene rivista, e di fatto oggi la Regione versa circa un milione all’anno al Bambino Gesù per attività di sostegno e consulenza a Taormina. Una delle motivazioni che hanno portato Borsellino e Sirna a rivedere l’accordo è quella che, conti alla mano, a fronte del conto salato pagato ai privati, il risparmio sulla mobilità extraregionale nel settore della cardiochirurgia pediatrica si è aggirato in questi anni intorno ai 200mila euro l’anno. Cifra messa nero su bianco da Sirna: «Così l’accordo è troppo oneroso per giustificare ancora un investimento così corposo con i privati», sottolineava Sirna.

Nel 2016 il governo Crocetta decide di trasferire la Cardiochirurgia pediatrica al Civico, almeno sulla carta. Il problema è che, proprio per trovare una via d’uscita e consentire la transazione con il Bambino Gesù, l’avvocatura dello Stato, alla quale la Regione aveva chiesto un parere, ha a sua volta inviato tutta al documentazione all’Anac. Da qui la relazione di Cantone, appena depositata in segreteria e inviata per precisa volontà del presidente dell’Anac alle procure competenti. Una vicenda che evidentemente non finirà qui.

https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/03/14/news/sanita_regione_privati_cantone-221472178/

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