Meningite, vaccini gratuiti fino a 30 anni -Video

Meningite, vaccini gratuiti fino a 30 anni<span class='video_title_tag'> -Video</span>

E’ importantissimo vaccinare i bambini, soprattutto nel primo anno di vita contro la meningite. I vaccini sono gratuiti fino a trent’anni ma il dottor Salvatore Margherita consiglia anche alle altre fasce d’età di vaccinarsi, soprattutto a chi viaggia molto.
La meningite è un’ infezione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, ed è provocata nella maggior parte dei casi da un batterio denominato Neisseria Meningitidis, detto anche meningococco. Può colpire a qualunque età, ma è più diffusa sotto i cinque anni e in particolare nei bambini con meno di un anno di età, e tra i 12 e i 21 anni.

In base ai dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (ISS), nel 2013 ci sono stati in Italia 162 casi di meningite da meningococco. Non è dunque una malattia molto diffusa, tuttavia si tratta di un’infezione severa, con una rapida evoluzione, una mortalità del 10-15% (dovuta in genere a sepsi o setticemia), e un rischio dell’11-19% di complicanze serie, come ritardo mentale, malattie del sistema nervoso, sordità, disturbi della sfera psico-affettiva.

È possibile una terapia con antibiotici, ma perché sia efficace è essenziale la tempestività della diagnosi, che non sempre si riesce a fare. E ci sono casi che vanno incontro a esiti negativi anche se la terapia viene iniziata prontamente.

2. Quanti tipi di meningite ci sono
Esistono vari gruppi o sierotipi di meningococchi, ma solo 5, cioè A, B, C, W135 e Y, sono responsabili della malattia meningococcica invasiva. I sierotipi che circolano più di frequente in Italia e in Europa sono B e C, mentre in Asia e Africa è più diffuso il tipo A e negli Stati Uniti si trovano anche W135 e Y.

3. I vaccini attualmente a disposizione
Il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare la meningite. Attualmente sono disponibili tre tipi di vaccini: contro la meningite di tipo C, di tipo B e il vaccino tetravalente A,C,W135,Y.

4. Il vaccino contro il Meningococco C (MenC)
Disponibile già da parecchi anni, è inserito tra le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale per la prevenzione vaccinale. Poiché è stato introdotto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è gratuito in tutta Italia. Questo ha consentito di vaccinare sempre più bambini e di avere una significativa riduzione dei casi di meningite C, con il risultato che attualmente il sierotipo B è il più frequente in Italia.

Il Piano nazionale vaccini 2012-2014 (l’ultimo in vigore) prevede la somministrazione del MenC a tutti i bambini di età compresa tra 13 e 15 mesi, in concomitanza con il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) e agli adolescenti non precedentemente immunizzati.

È anche possibile anticipare la vaccinazione, in soggetti a più alto rischio, con tre dosi a 3, 5 e 11 mesi. Sopra i 12 mesi, invece, è sufficiente una dose singola.

5. Il vaccino tetravalente A,C,W135,Y (Mcv4)
Disponibile da poco tempo e non inserito nel calendario vaccinale 2012-2014, il vaccino tetravalente antimeningococco A, C, W 135, Y è stato finora raccomandato in Italia prevalentemente per i viaggiatori che si recano in Paesi dove sono presenti tali sierotipi di meningococco e a coloro che desiderano una protezione maggiore, tenendo presenti le frequenti opportunità di spostamento legate alla globalizzazione.

Si può fare a partire da 2 anni ai bambini che non hanno ancora effettuato il MenC o agli adolescenti di 12-16 anni già vaccinati con MenC, a completamento della copertura.

Attenzione: il nuovo Piano nazionale vaccini 2016-2018, al momento al vaglio del Ministero dell’economia, prevede che la vaccinazione contro il meningococco C possa essere fatta sia con vaccino MenC, sia con vaccino tetravalente ACWY.

6. Il vaccino contro il meningococco B (MenB)
È stato autorizzato solo nel 2013, per questo non era incluso nel piano vaccinale 2012-2014 e non rientra nei LEA. Il vaccino, tuttavia, è presente nel nuovo Piano nazionale vaccini 2016-2018, che attente ancora l’approvazione definitiva. Al momento in alcune regioni è a pagamento, mentre in altre è offerto gratuitamente.

Il vaccino protegge contro quasi il 90 per cento dei ceppi di meningococco B e si può fare a partire dai 2 mesi, anche in concomitanza con gli altri vaccini previsti nei primi anni di età. Il numero di dosi da somministrare varia a seconda dell’età in cui si comincia la somministrazione. Non si hanno ancora dati certi sulla durata della protezione, pertanto in futuro potrebbe essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare.

7. Il vaccino tetravalente e il MenB saranno inclusi nel prossimo calendario vaccinale?
Il Men B e il Mcv4 sono effettivamente inclusi nel nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018. Questo piano, tuttavia, dopo un primo via libera delle Regioni, è ancora al vaglio del Ministero dell’economia, che intende vederci chiaro sulla effettiva possibilità di copertura economica.

8. Perché il vaccino contro la meningite C rientra tra le vaccinazioni raccomandate e non tra quelle obbligatorie
Se i vaccini MenB e Mcv4 non rientrano ancora nel calendario vaccinale, il Men C rientra tra le vaccinazioni raccomandate e non tra quelle obbligatorie. Perché? “In Europa ci sono stati che raccomandano i vaccini e altri stati in cui i vaccini sono tutti obbligatori. La situazione attuale italiana causa confusione poiché sembra che ci siano differenze tra i gruppi di vaccini, quelli obbligatori e quelli raccomandati” dice Silvia Declich, direttore del Reparto di Epidemiologia delle malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità.

“In realtà, tutti i vaccini inseriti nel calendario vaccinale sono importanti e andrebbero fatti sia per la protezione del vaccinato sia per la protezione di chi gli sta intorno, poiché più è alta la copertura vaccinale, minore è la circolazione della malattia. I vaccini più recenti sono raccomandati anziché obbligatori perché l’orientamento è stato quello di considerare il vaccino non più come obbligo formale, ma come importante opportunità di protezione per sé stessi e per gli altri. In altre parole, la tendenza è quella di superare l’obbligatorietà a favore di un’adesione consapevole alla vaccinazione”.

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