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Niente gita per mia figlia disabile senza adeguato accompagnamento |
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19 marzo 2009 |
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Sono un genitore di una ragazza disabile che frequenta il 5° anno dell'Istituto Magistrale di Caltanissetta .
Come in tutte le scuole superiori, anche al Magistrale viene organizzata una gita d'istruzione all'estero, e quest'anno la meta è Barcellona in Spagna .
I partecipanti disabili alla gita d'istruzione sono 4 , tra questi anche mia figlia, affetta da tetraparesi spastica priva di deambulazione.
L'insegnante di sostegno ritiene necessario che la ragazza, per una maggiore integrazione con la classe, partecipi alla gita, ma è indispensabile che un genitore debba a sue spese partecipare all'accompagnamento della figlia.
Fin qua nessun problema, ma mi sono chiesto se non è un diritto da rispettare quello di provvedere alla presenza di un assistente igienico-sanitario a carico della scuola.
Mi informo a scuola e mi viene detto che la stessa non può farsi carico delle spese di partecipazione dell'assistente.
Tutto questo mi è sembrato alquanto assurdo, e ho rivolto un quesito ad un funzionario dell'Ass. alle Politiche Sociali della Prov. Regionale di Caltanissetta, il quale ha risposto in termini molto evasivi, non riuscendo a dare una soluzione al problema posto.
A questo punto ritengo necessario avanzare una richiesta a scuola sulla possibilità di una mia partecipazione insieme a mia moglie, per consentire più agevolmente tutti gli spostamenti che mia figlia dovrà effettuare durante la gita, considerando che i pulmann utilizzati non sono dotati di appositi sollevatori.
La richiesta viene nettamente respinta perché, a dire della responsabile scolastica, non vi sono posti disponibili. Alla richiesta di informazione presso il tour operator che ha vinto la gara di appalto, la responsabile dell'agenzia mi dice che ancora vi sono posti disponibili e non vi è nessun impedimento alla mia richiesta.
Avendo avuto tale risposta, chiedo alla responsabile scolastica di essere inserito nell'elenco dei partecipanti; la stessa, vista la disponibilità dei posti, mi richiede tutte le generalità sia mie che di mia moglie al fine di comunicarle all'agenzia.
All'indomani vengo a sapere da mia moglie di alcune lamentele da parte della scuola per presunte ingerenze e problematiche da me innescate, ed in particolare di aver scavalcato il preside con il mio modo di fare. Mi sono così recato dal preside, Dott. Scalia, ragguagliandolo su tutta la vicenda, ma lo stesso ventilava l'ipotesi che, sulla base di una delibera del consiglio d'istituto emessa oltre dieci anni fa, il disabile che vuole andare in gita deve essere accompagnato dal genitore, nello specifico avevamo chiesto di essere entrambi i genitori ad accompagnarla per evitare qualsiasi problema potesse emergere, pertanto non comprendevo l'incongruenza della risposta. Infatti all’incontro successivo programmato, il Preside, senza nessuna spiegazione mi dice che lo scrivente non può seguire la propria figlia in gita, ritenendo che solo un genitore può accompagnarla !!!!!!!!!!! ( Sic).
Da premettere che il costo della gita è interamente a carico dei partecipanti, senza nessun aggravio sulle casse scolastiche, con un solo contributo di euro 100 per la ragazza disabile.
Non si comprende il rifiuto da parte della scuola di un diritto sacrosanto, e cioè perchè un disabile affetto da gravi problematiche motorie, che necessita dell'assistenza di due persone per salire e scendere dai mezzi di trasporto, non può avvalersi del suo diritto di partecipare alla gita d'istruzione della propria classe, o forse è abbastanza chiaro che le apri opportunità sono una chimera anche all'interno delle istituzioni.
Spero che questa mia profonda indignazione serva a scuotere le coscienze ed abbattere le barriere cerebrali presenti ancora oggi nelle nostre più importanti istituzioni, che dovrebbero, secondo i tanti acclamati principi delle pari opportunità, consentire ai soggetti diversamente abili di sentirsi inseriti nel tessuto sociale e non essere continuamente emarginati. Mi auguro ancora che questo possa servire a no strombazzare le pari opportunità, ma a lavorare affinchè si costruiscano servizi disponibili per tutti .
Mi rammarico sempre che le istituzioni così importanti che dovrebbero stare a fianco degli studenti disabili e delle famiglie prendano sempre le distanze o piuttosto lacerino delle ferite sempre vive all'interno di una famiglia dove esiste un portatore di handicap.
Un genitore deluso ma che non vuole mollare
Gianfranco Zigarelli
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