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Roghi d’auto in provincia, non tutto è racket PDF Stampa E-mail
01 luglio 2009
Si fa davvero preoccupante il clima a Gela. La malavita torna a bruciare le auto ad una cadenza impressionante, con una media giornaliera di almeno una vettura. È successo anche stanotte all’una e mezza, in via Legnano, quando ignoti si sono serviti di una molotov per distruggere la Fiat Multipla di un giovane di 37 anni che vive in quella zona. La bottiglietta incendiaria che conteneva ancora tracce di benzina è stata trovata dai vigili del fuoco e dai poliziotti del Commissariato quando il rogo della vettura familiare è stato domato. Ma non è solo Gela che preoccupa. Gli investigatori guardano con attenzione ciò che succede anche a Caltanissetta e a Niscemi, dove negli ultimi tempi sono aumentati gli avvertimenti incendiari contro gente qualsiasi. Casalinghe, pensionati, operai, impiegati e anche commercianti. Ma non tutto, secondo chi indaga, è riconducibile alla mano del racket. Spesso dietro ogni incendio c’è sempre una storia, un movente che arma la vena incendiaria. L’auto posteggiata male dal vicino di casa, gli screzi fra colleghi di lavoro, la concorrenza tra gli stessi commercianti oppure, come è avvenuto due anni fa nel capoluogo, il marito tradito che per ripicca incendia l’auto all’amante della moglie.

 
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