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Il processo ai postini di Provenzano, in appello tre condannati e un assolto PDF Stampa E-mail
02 luglio 2009
Si è  concluso con tre condanne e un’assoluzione il processo d’appello a quattro persone ritenute i postini del boss Bernardo Provenzano, che avrebbero “veicolato” nelle zone di Caltanissetta e Agrigento i famigerati “pizzini” del padrino di Cosa Nostra. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione emessa nei confronti di Alessandro Farruggio, originario di Canicattì e residente a Montedoro, riducendo da 7 a 6 anni le pene inflitte dal Tribunale al canicattinese Gioacchino Ferro e all’imprenditore agricolo di Casteldaccia Salvatore Martorana, di 82 anni. Confermata invece l’assoluzione per Roberto Ferro, fratello di Gioacchino. I quattro imputati, difesi dagli avvocati difensori Angela Porcello, Giacomo Butera, Delfino Siracusano, Silvio Miceli e Ugo Zampardi, rispondevano di concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura Generale aveva chiesto la conferma delle condanne emesse in primo grado e la riforma della sentenza di assoluzione per Roberto Ferro, nei confronti del quale l’accusa aveva sollecitato la condanna a 4 anni di reclusione. La vicenda era emersa al termine dell’ indagine antimafia “Grande Mandamento”, quando gli inquirenti arrestarono in tutta la Sicilia numerosi fiancheggiatori del boss Provenzano.
 
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