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Guardia di Finanza verifica la regolare applicazione dell'Iva |
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20 novembre 2008 |
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Giro di vite del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta per verificare la regolare applicazione dell’Iva su beni usati da parte di molte aziende che operano nel settore del commercio delle auto e che hanno acquistato autovetture usate all’estero, in particolare dai paesi dell’unione europea. Le vetture, come accertato dai militari delle Fiamme gialle, venivano rivendute in Italia a prezzi fortemente concorrenziali, frodando così l’erario. I titolari delle rivendite di auto, inoltre, non versavano l’imposta sul valore aggiunto e non dichiaravano i proventi percepiti.
In particolare i finanzieri, dopo una serie di controlli informatici internazionali, hanno scoperto che alcune aziende della provincia di Caltanissetta utilizzavano fraudolentemente lo speciale regime Iva, il cosiddetto “del margine”, previsto per i beni usati che hanno specifici requisiti, applicandolo alla commercializzazione di autovetture usate senza quei requisiti, alle quali, invece, doveva essere applicato il regime Iva ordinario. Attraverso questo ingegnoso sistema, le concessionarie di auto hanno ottenuto un notevole risparmio dell’imposta sul valore aggiunto, visto che lo speciale regime Iva consente di sottoporre a tassazione soltanto il margine dell’operazione commerciale, cioè la differenza tra il prezzo di cessione e il prezzo di acquisto dei beni. Di contro, il regime Iva ordinario prevede la tassazione dell’intero prezzo di cessione del bene. Le indagini della Guardia di Finanza nissena hanno così portato al recupero a tassazione di ricavi non dichiarati per un totale pari a circa 310 mila euro e di Iva per un ammontare complessivo di circa 240 mila euro.
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