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FUCI e GA, assemblea per la consulta giovanile |
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02 febbraio 2010 |
Si è svolta domenica 31 gennaio l’assemblea per la consulta giovanile convocata dalle associazioni giovanili FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e GA (Giovani delle Acli). Hanno preso parte ai lavori l’assessore alle politiche giovanili Simona Campanella, il presidente della prima commissione del consiglio Comunale Antonio Favata, diversi consiglieri comunali, il portavoce del Forum del terzo settore Fausto Marchese e all’incirca una cinquantina di giovani e meno giovani interessati alla problematica. Nell’assemblea è stata avanzata la proposta delle associazioni di rendere la consulta un organo autonomo, funzionale e rappresentativo con la presenza di figure di garanzia all’interno del consiglio esecutivo della stessa per poter rappresentare tutti i giovani senza appartenenza partitica o logiche spartitorie tra maggioranza e opposizione. I giovani e i consiglieri comunali che sono intervenuti hanno sottolineato l’importanza di uno strumento come la consulta giovanile per la nostra città, per dare spazio, responsabilità, crescita a quella fetta di società nissena che sembra sempre più investita da una crisi educativa e di valori senza precedenti. L’invito in particolare modo è stato rivolto ai partiti politici per evitare di dare vita ad una consulta che sia la copia sbiadita del consiglio comunale di per sé già poco incline alla lucentezza e alla trasparenza. Le associazioni promotrici, in rappresentanza di molte altre realtà associative cattoliche e non, ribadiscono che l’amministrazione deve fornici lo strumento della consulta giovanile in tempi rapidi, strumento che non può essere sostituito da forum più o meno rappresentativi, più o meno legittimi. La proposta delle associazioni intende rappresentare anche una possibilità di mediazione tra quei soggetti partitici o pseudo-partitici che interpretano la consulta giovanile solo come lo sfogo di personalismi lontani da quella ricerca al bene comune che in tanti strombazzano ma in pochi attuano.
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