Tragedia di Gela, la madre confessa: “Ho uccico le mie figlie strangolandole”

Tragedia di Gela, la madre confessa: “Ho uccico le mie figlie strangolandole”

Le mie due bambine, le ho soffocate con le mie mani. La candeggina serviva a me per farla finita”. E’ quanto avrebbe detto ai magistrati Giusi Savatta, l’insegnante di Gela accusata del duplice omicidio delle sue figlie di 9 e 7 anni, Maria Sofia e Gaia. Lo ha fatto durante l’interrogatorio svoltosi all’ospedale di Gela, davanti al procuratore Fernando Asaro e il pm Monia Di Marco.
La donna ha ammesso che la situazione era tutt’altro che rosea con il marito e che i rapporti soprattutto negli ultimi tempi erano tesi. Ma la causa dell’insano gesto sarebbe da ricercare nella depressione, forse disturbo bipolare, di cui sembra sia affetta da anni. Ha anche riferito che il suo obiettivo era quello di proteggere le sue figlie, da tutto e tutti. “Ero – ha affermato – molto preoccupata per loro”. Intanto, dopo la notifica dell’arresto, si è tenuta oggi la convalida davanti al Gip Lirio Conti. La donna è assistita dall’avvocato Pietro Pistone. Domani mattina alle 11 in Procura a Gela Conferenza stampa del procuratore Asaro.

Prima era stato a lungo sentito il marito della donna, Enzo Trainito ingegnere di 48 anni: “Se solo me ne fossi accorto prima, avrei dovuto aiutarla, farla ricoverare, ma non avrei mai pensato che sarebbe arrivata a tanto
“Da qualche tempo i nostri rapporti si erano incrinati – ha spiegato l’uomo nel corso del lungo interrogatorio davanti al procuratore Fernando Asaro e al pm Monia Di Marco – Negli ultimi giorni avevamo cominciato a ragionare di separazione. Ma lei non voleva accettarla, era diventata sempre più ossessiva e possessiva con Maria Sofia e Gaia, sempre più nervosa e cupa, ma non ha mai fatto ne detto niente che potesse lasciare presagire una tragedia del genere. Mai niente”.
La donna avrebbe ammazzato le due bimbe poco dopo le 8.30. Ecco perché Maria Sofia e Gaia erano ancora in pigiama. Poi è stata la stessa donna a chiamare il marito che è arrivato in casa intorno alle 12.30. L’autopsia sui corpicini delle due bambine è stata eseguita dal medico legale Cataldo Raffino, dell’istituto di medicina legale di Catania, che ha ricevuto l’incarico dal Procuratore Fernando Asaro. Il medico deve stabilire se le bambine sono morte per avvelenamento, come si è ritenuto in un primo momento, o per soffocamento, visto che sulla gola delle piccole sono stati riscontrati segni di strangolamento.

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