“Centro storico, nuove opportunità di rilancio” esperti a confronto -Video

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“Centro storico, nuove opportunità di rilancio”. Esperti, rappresentanti degli ordini professionali e amministratori pubblici a confronto nel corso di un convegno organizzato al Teatro Margherita di Caltanissetta, dall’amministrazione comunale, assessorato Urbanistica. A moderare i lavori l’assessore Giuseppe Tumminelli che ha introdotto il convegno facendo vedere le immagini del degrado al quartiere Provvidenza, annunciando che a breve partiranno i lavori del cantiere per la riqualificazione di due isolati.
Acquisto di case a costo zero, tariffe calmierate per i rogiti notarili, agevolazioni fiscali e tributarie per chi investe in centro storico, mutui a tasso zero, azzeramento di oneri concessori, canoni concordati per gli affitti. E’ questo il mix di opportunità derivanti da leggi nazionali, regionali e provvedimenti adottati dal comune di Caltanissetta per incentivare il ripopolamento del centro storico.

Opportunità, ma anche criticità, sono state evidenziate nel corso del dibattito a cui hanno preso parte, tra gli altri, il deputato all’Ars, Gianluca Miccichè, primo firmatario della legge 13 del 2105 sui centri storici, il prof. Giuseppe Trombino dell’Università di Palermo, Angela Lambasi del dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana, Giuseppe Pilato, presidente dell’ordine dei notai di Caltanissetta ed Elisa Ingala, tesoriere dell’Ordine dei Commercialisti.
Presente all’incontro anche Giuseppe Ferrarello, vicesindaco di Gangi, primo comune a sperimentare la vendita di case a un euro e il notaio Andrea Bartoli, ideatore del Farm cultural Park di Favara.
“Una delle difficoltà è determinata dalla mancanza di strumentazioni urbanistiche adeguate. In molti Prg l’attività nelle zone omogenee ‘A’ è subordinata a piani particolareggiati di recupero, al di fuori dei quali è impossibile fare interventi, se non minimali. Interventi che non risolvono alcune problematiche dei centri storici, come la situazione delle unità abitative con elevato livello di obsolescenza”, ha spiegato il professore Trombino.
Da qui il dibattito che ha portato alla legge 13 del 10 luglio 2015. “Le intenzioni erano di semplificare le procedure per interventi in centro storico. È una legge importante, valutata diversamente dalla cultura tecnica e dalla politica, che si sono spaccate. Gli amministratori in genere sono stati favorevoli, mentre le remore di carattere tecnico prevalenti hanno ostacolato l’applicazione della legge. Che obbliga i Comuni senza piano esecutivo vigente a dotarsi di uno studio di dettaglio per i centri storici con l’obiettivo di consentire interventi al di fuori dei piani, come le ristrutturazioni complesse fino ad arrivare all’ abbattimento e ricostruzione”.
Sulle case a un euro scommette l’assessore Tumminelli. “Un importante iniziativa – ha spiegato l’assessore – che riteniamo possa coinvolgere i cittadini che pagano magari anche le tasse su immobili che non utilizzano, o che hanno difficoltà nella vendita di immobili, visto che il mercato immobiliare in centro storico è fermo. Possono avere la possibilità di regalare la propria abitazione perchè c’è una domanda di soggetti interessati a investire in centro storico”.
Su tale ipotesi il notaio Giuseppe Pilato ha dato la propria disponibilità, e quella dell’Ordine. L’Ordine si è detto disponibile ad applicare tariffe calmierate per i rogiti notarili che riguardano tali immobili.
“Siamo disponibili a ridurre al minimo il nostro compenso nelle transazioni che riguardano immobili in centro storico”, ha detto Pilato. Che non ha comunque nascosto le criticità. Quando un proprietario si rivolge al notaio, per vendere un immobile al prezzo di mille euro, e scopre che le spese di rogito possono arrivare a duemila euro, viene certamente scoraggiato.
“La città sta vivendo un passaggio storico, da una cultura ad un’altra”, ha detto il deputato dei Centristi, Gianluca Miccichè, primo firmatario della bozza da cui è scaturita la legge n.13 del 2015 sui centri storici. “Molte città siciliane – ha proseguito Miccichè – oggi vivono la fase due dell’evoluzione urbanistica. Trent’anni fa i Prg guardavano allo sviluppo verso le periferie. Se oggi il centro storico è svuotato, con quartieri dormitorio in periferia, oggi siamo alla fase due. Le costruzioni sono eccessive, abbiamo un surplus di unità abitative e serve tornare alla vivibilità del centro storico. In molte città siciliane non parliamo di centri storici in quanto beni architettonici da salvaguardare, ma spesso vi è la presenza di case vecchie e dirute, senza proprietario, che non hanno alcuna logica costruttiva. E chi pensa che devono essere salvaguardate così per come sono, lo dice o perchè è ignorante, oppure ha interessi a costruire in periferia, dove i proprietari dei terreni sono sempre i soliti”.

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