L’assessore Miccichè rassegna le dimissioni ed i fratelli Pellegrino ribattono anche a Crocetta

L’assessore Miccichè rassegna le dimissioni ed i fratelli Pellegrino ribattono anche a Crocetta

“La vicenda dei fratelli Pellegrino, che mi ha profondamente addolorato e turbato, ha assunto una dimensione mediatica che va al di la dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del mio impegno politico – afferma Gianluca Miccichè – La situazione che si è determinata non mi consente di continuare con serenità il mio lavoro, per questa ragione e per tutelare la dignità delle istituzioni ho rassegnato le mie dimissioni da Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali al Presidente della Regione.
L’assessore Gianluca Miccichè mi ha consegnato un nota con le sue irrevocabili dimissioni come atto di
responsabilità a tutela delle istituzioni regionali, che pertanto ho accolto. Ho già avviato l’interlocuzione con i Centristi per l’Europa per trovare insieme una rapida soluzione, confermando la solidità del rapporto con questa area politica. Sin da oggi ho assunto l’interim per evitare la vacatio amministrativa”. E’ quanto dichiara il presidente Crocetta a seguito delle
dimissioni dell’assessore Miccichè.
“Questo secondo video è tremendo, sono profondamente imbarazzato, adesso l’assessore Gianluca Miccichè deve chiedere scusa anche a me, ma soprattutto doveva risolvere il problema mandando a questi ragazzi la Croce rossa”, aveva affermato stamane il presidente della Regione Rosario Crocetta, scaricando con queste parole il proprio assessore.
Ma Alessio e Gianluca Pellegrino, rimandano al mittente la proposta di un’assistenza tramite l’intervento della Croce Rossa, così come proposta da Crocetta: “Vogliamo – dicono i fratelli – che sia garantita l’assistenza per i 3600 disabili nelle nostre condizioni in tutta la Sicilia, non solo a noi. Riceveremo oggi la Croce Rossa e pur ringraziando il presidente Crocetta riteniamo alquanto offensivo questa maniera di risolvere i problemi. Pertanto ci troviamo costretti a rifiutare, a costo di enormi sacrifici, questa forma di assistenzialismo non programmata e non diffusa. Chiediamo solo che vengano applicate tute le leggi sulla disabilità e di uscire dal regime dell’emergenza”.

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