Concorso fotografico dell’Associazione Archeologica Nissena, organizzato dai giovani per i giovani

Concorso fotografico dell’Associazione Archeologica Nissena, organizzato dai giovani per i giovani

Si è conclusa il 22 Dicembre la mostra allestita nei locali di Villa Fiocchi, sita in via Cavour, in occasione della prima edizione del concorso fotografico “Scatta Nissa”, bandito dall’Associazione Archeologica Nissena, e fortemente voluto dalla Sezione giovani della stessa, aperto ai fotografi amatoriali nisseni compresi tra i 14 ed i 30 anni di età. Il concorso, finalizzato alla valorizzazione dei “beni archeologici, monumentali e architettonici della città di Caltanissetta”, ha incentivato una cospicua fetta dei ragazzi della cittadinanza a cimentarsi nella ricerca di peculiarità artistiche e monumentali della città sconosciute ai più, dando a quest’ultime, grazie alla mostra in questione, la notorietà meritata. Il concorso, che è constato di due fasi, di cui la prima social volta al vaglio delle 30 foto più apprezzate dal web, poi sottoposte, nella seconda fase, alla valutazione della giuria, ha visto aggiudicarsi il primo posto a Cesare Miraglia, il secondo a Giorgio Cutrera ed il terzo a Paride Giambra, i quali hanno rispettivamente vinto la cifra di 100, 80 e 50 euro e le cui foto verranno pubblicate sulla rivista dell’Associazione “Archeo Nissa” per l’anno 2017. La premiazione ha avuto luogo il 21 dicembre in concomitanza con l’apertura della mostra, in occasione della quale il Dott. Anselmo, presidente dell’Associazione ed il Geom. Gianmarco Caruso, coordinatore della Sezione giovani, hanno presentato le iniziative dell’Associazione che da anni si spende in attività di studio e ricerca nelle more di valorizzare il territorio nisseno. La realizzazione del concorso è stata resa possibile anche grazie al prezioso aiuto dello staff composto da: Andrea Alcamisi, Alessio Amico, Gianmarco Caruso, Stefania Caruso, Carmelo Sostegno, Rosaria Sostegno ed Egle Zaccaria. L’allestimento è stato invece curato da Gianmarco Caruso e Cristina Scarlata, con la collaborazione di Alessio Amico e Anass Nabirh.

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