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San Cataldo, la banda del cutter in azione. Rapinato il Monte dei Paschi
monte.jpgLa banda del taglierino si è rifatta viva stamattina a San Cataldo. Dopo cinque giorni dalla rapina al Banco di Sicilia, oggi - intorno alle 11.30 - altri due banditi armati di cutter hanno fatto irruzione nella filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Babbaurra. Dentro c'erano alcuni clienti e gli impiegati. Dai cassieri i due rapinatori si sono fatti consegnare il denaro disponibile in quel momento nelle casse, poco più di 10 mila euro. A quel punto i rapinatori, anche questi con una marcata inflessione dialettale catanese, sono scappati via raggiungendo la campagna di fronte la banca. L'area è stata passata al setaccio dai carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile e della Tenenza. E' possibile che gli autori del colpo di stamattina siano gli stessi di pochi giorni fa.

 
Il processo ai postini di Provenzano, in appello tre condannati e un assolto
Si è  concluso con tre condanne e un’assoluzione il processo d’appello a quattro persone ritenute i postini del boss Bernardo Provenzano, che avrebbero “veicolato” nelle zone di Caltanissetta e Agrigento i famigerati “pizzini” del padrino di Cosa Nostra. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione emessa nei confronti di Alessandro Farruggio, originario di Canicattì e residente a Montedoro, riducendo da 7 a 6 anni le pene inflitte dal Tribunale al canicattinese Gioacchino Ferro e all’imprenditore agricolo di Casteldaccia Salvatore Martorana, di 82 anni. Confermata invece l’assoluzione per Roberto Ferro, fratello di Gioacchino. I quattro imputati, difesi dagli avvocati difensori Angela Porcello, Giacomo Butera, Delfino Siracusano, Silvio Miceli e Ugo Zampardi, rispondevano di concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura Generale aveva chiesto la conferma delle condanne emesse in primo grado e la riforma della sentenza di assoluzione per Roberto Ferro, nei confronti del quale l’accusa aveva sollecitato la condanna a 4 anni di reclusione. La vicenda era emersa al termine dell’ indagine antimafia “Grande Mandamento”, quando gli inquirenti arrestarono in tutta la Sicilia numerosi fiancheggiatori del boss Provenzano.
 
Strade provinciali, il consigliere Pdl Sanfilippo chiede interventi
Il consigliere provinciale Salvatore Sanfilippo (Pdl), presidente della quarta Commissione consiliare permanente alla Provincia, richiama l’attenzione dell’amministrazione sulle condizioni di alcune strade provinciali di  collegamento tra Caltanissetta, Sommatino e Delia. Specificamente, Sanfilippo si riferisce alle attuali precarie condizioni di transitabilità della Sp. 34 (che collega la Sp. 1 Caltanissetta-Delia alla ss. 640), della Sp. 127 (San Cataldo – Sommatino), così come della Sp. 2 (Bivio-Ramilia-Sommatino).
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