Il cuore del centro storico di Caltanissetta nasconde una piccola cittadella del sesso. Altre due case d’appuntamento, a distanza di pochi mesi, sono state scoperte dai poliziotti della sezione Cobra, la sezione anticrimine della Squadra Mobile che venerdì pomeriggio ha fatto irruzione in due appartamenti nel rione San Francesco, in via Chiarosi e in via Villarosa. A ricevere i clienti erano due colombiane di 30 e 46 anni, una abita a Ragusa e l’altra a Catania, ma entrambe esercitavano il mestiere più antico del mondo nel capoluogo nisseno. Il blitz dei Cobra è scattato dopo le lamentele dei residenti della zona, stanchi di quel continuo via vai di uomini. Le alcove del piacere erano ricavate dentro piccoli appartamenti, in uno dei quali i poliziotti hanno identificato un nisseno alquanto imbarazzato per l’inaspettata irruzione. Nei suoi confronti non è scattato nessun provvedimento, così come per le due prostitute sudamericane. Gli investigatori hanno estrapolato dai loro telefonini le rubriche e i numeri in entrata per risalire anche ad un possibile sfruttatore di questo giro di prostituzione. Nel computer portatile di una delle due lucciole colombiane, i Cobra hanno trovato numerosi film hard probabilmente usati per rendere più caliente l’approccio sessuale con i clienti. Nei mesi scorsi la Polizia aveva trovato altre tre case a luci rosse, in corso Umberto, in via Rampello e in via Camillo Genovese.
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Svaligiata la cassaforte del supermercato IperTe di via Santo Spirito, a Caltanissetta. I ladri sono entrati nella nottata di sabato e hanno forzato la saracinesca che si affaccia sul retro del capannone. Indisturbati, usando due flex, hanno tagliato la cassaforte che si trovava nell’ufficio di direzione, prendendo tutto quello che c’era custodito: 5 mila euro in contanti e poco più di mille euro in monete. I ladri hanno pure tentato di aprire la cassa continua, ma non ci sono riusciti forse perché più robusta e difficile da aprire con la potente sega elettrica che taglia i metalli. A scoprire il furto è stato il metronotte durante un servizio di ronda. Presi i soldi, gli scassinatori hanno lasciato accanto la cassaforte i due flex, sequestrati dai carabinieri che hanno eseguito i rilievi alla ricerca di impronte lasciate dai ladri durante la loro incursione.
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Sembra sia stato originato da un corto circuito, l’incendio che all’alba di domenica ha danneggiato un’Audi A3 posteggiata in via Trigona della Floresta, nel capoluogo. L’auto appartiene ad un fruttivendolo di 26 anni, ma la matrice dolosa, almeno in questo caso, viene scartata dai vigili del fuoco e dai poliziotti delle Volanti, intervenuti poco prima delle 6 del mattino quando è scattato l’allarme. A sprigionare le fiamme pare sia stato un malfunzionamento dell’impianto elettrico.
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 Per tre anni non potrà assistere alle partite del Gela calcio. Scatta il Daspo per il tifoso gelese Salvatore Gennaro, di 40 anni, che ieri è stato colpito dal provvedimento di divieto d’accesso nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive emesso dal questore di Caltanissetta Guido Marino. Gennaro dovrà presentarsi al Commissariato di Polizia tutte le volte che la sua squadra del cuore, il Gela, disputerà una partita ufficiale. Gennaro è la persona che fece esplodere un petardo durante la partita Gela-Noicattaro disputata lo scorso 6 dicembre allo stadio Presti. Ad incastrarlo furono i filmati girati dai poliziotti della Digos che immortalarono Gennaro mentre lanciava due petardi durante la partita. Un mortaretto venne lanciato nella parte sottostante gli spalti, l’altro esplose tra i tifosi che erano in curva. Per questo episodio Salvatore Gennaro ha patteggiato la pena a 5 mesi e 10 giorni di reclusione. Ora il Daspo che lo terrà lontano dallo stadio per tre anni.
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