Dramma a Sommatino. Un giovane di 18 anni, Walter Longo, studente al liceo classico di Caltanissetta si è tolto la vita, ieri 26 gennaio intorno alle 18.30. Il ragazzo era solo in casa, in contrada Largo Montagna, perché i genitori si trovavano a lavoro e la sorella più grande all’università. Walter è stato trovato impiccato nella terrazza di casa. Oscuri i motivi del gesto.
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Nella giornata di ieri 26 gennaio 2012, personale della Polizia di Stato, terza Sezione reati contro la persona della Squadra Mobile, congiuntamente a personale specializzato dell’A.S.P., si è recato presso una nuova struttura adibita a casa di riposo a Caltanissetta in via Carlo Pisacane, al fine di appurare se la stessa avesse le previste autorizzazioni di legge. A seguito del controllo è
emerso che la casa di riposo, al cui interno sono stati trovati diversi anziani alloggiati, era sprovvista di qualsiasi autorizzazione comunale e sanitaria. La legale rappresentante della struttura, S.M., 47 anni, ha ammesso di essere sprovvista delle necessarie autorizzazioni e di avere però attivato le procedure per ottenerle. La donna è stata, per il momento, contravvenzionata per le irregolarità accertate, per un importo di circa 4000.00 euro. Il controllo di ieri è stato effettuato nell’ambito delle più ampie verifiche poste in essere nell’corso dell’attività investigativa delegata dalla locale Procura della Repubblica (Pm Maria Pia Ticino) all’indomani del suicidio, avvenuto il giorno dell’Epifania di quest’anno, di un’anziana donna, D.M., 72 anni, persona in cura presso la casa di riposo per problemi di natura psichiatrica. I poliziotti unitamente agli ispettori dell’A.S.P. di Caltanissetta, hanno trasmesso l’esito degli accertamenti effettuati al Sindaco di Caltanissetta, al fine di far adottare un’apposita ordinanza di chiusura della struttura.
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I magistrati del distretto di Caltanissetta danno un significato nuovo all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Non solo una solenne cerimonia nella quale si illustrano i dati dell’amministrazione della giustizia e si analizza l’evoluzione della criminalità e del contenzioso civile; ma anche un momento in cui si torna a riflettere su come ciascuno degli operatori della giustizia, a cominciare dagli stessi magistrati, può offrire un significativo contributo per dare senso allo Stato di diritto.
Con il sostegno della Casa editrice Salvatore Sciascia, con la collaborazione dell’associazione Tecnopolis, dell’associazione “Amici di Livatino” e della Fondazione Progetto legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia, la Presidenza della Corte di Appello e l’ANM di Caltanissetta hanno promosso la riedizione degli scritti di Rosario Livatino, in un volume intitolato “Non di pochi, ma di tanti”, che sarà offerto in dono a chi parteciperà alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Vi sono riportate la relazione del giudice Livatino sul “ruolo del magistrato nella società che cambia” e quella dal tema “Fede e diritto”; il giovane magistrato canicattinese, che si era formato quale uditore giudiziario negli uffici giudiziari di Caltanissetta, esprime con parole semplici e con toni chiari l’alto suo concetto del compito che era chiamato a rivestire, spiegando in modo concreto cosa e come fare per rendere utile e nobile questo difficile lavoro.
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Apre a Caltanissetta la bottega di Campagna amica della Coldiretti. Nell’azienda di Michele Cancemi, in contrada Pian del Lago, nei pressi dello stadio Comunale “Marco Tomaselli” domenica 29 gennaio, alle 17.00, sarà inaugurata la prima bottega del centro della Sicilia. Varie le specialità che si potranno acquistare, prima tra tutte le produzioni di mozzarelle, formaggi e yogurt di bufala. “Campagna amica – affermano il Delegato confederale e il direttore della Coldiretti nissena, Alessandro Chiarelli e Gaetano Restuccia - rappresenta un esempio delle potenzialità della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani, un nuovo e moderno canale commerciale che si aggiunge alla Grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva e presente in modo capillare in tutta la Sicilia, dei Mercati di Campagna Amica. “ Si tratta di un vantaggio per i produttori, ma anche per i consumatori che in ogni Bottega possono acquistare l’intera gamma di prodotti della Filiera tutta Agricola e tutta Italiana, realizzati e trasformati direttamente dagli agricoltori – aggiungono. Dal campo alla tavola, vini, olio, salumi, conserve, verdure e tutti le altre specialità dell’agricoltura: le migliori produzioni del made in Italy a disposizione del consumatore che vuole acquistare qualità a prezzi adeguati”.
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Pasquale Gallina direttore della CNA di Caltanissetta comunica alle aziende
associate CNA che i soldi della “Cartolarizzazione” cioè la cessione dei crediti vantati dalle
imprese nei confronti della Regione Siciliana, per le somme previsti dall’Art. 9 della legge
regionale 27/91, (contributi a fondo perduto previsti per l’assunzione di personale dipendente, in
particolare parliamo di contributi per gli anni 1996 e 1997) quindi somme attese dalle imprese da
circa 15 anni, saranno sui loro conti correnti prima che finisca Gennaio con un mese di anticipo
rispetto ai programmi di erogazione. Sono circa 700.000 € i soldi che 50 imprese della Provincia
di Caltanissetta (gli altri 50.000 € restanti saranno erogati nel mese di febbraio) riceveranno per
rimpinguare le loro casse in un periodo in cui la crisi a ridotto la possibilità di avere liquidità,
le imprese sono di tutta i paesi della provincia, da Gela a Caltanissetta e poi ancora Mussomeli,
Montedoro, Serradifalco, Milena, S.Cataldo ect..
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Va agli arresti domiciliari l’imprenditore nisseno Pietro Di Vincenzo, che era detenuto dal 4 giugno 2010 nel carcere palermitano di “Pagliarelli”. Così ha deciso il Tribunale del Riesame di Caltanissetta, che ha accolto il ricorso presentato dai difensori dell’industriale nisseno. Di Vincenzo venne arrestato a seguito di un’operazione del Centro Dia e della Guardia di Finanza di Caltanissetta per le presunte estorsioni ai suoi dipendenti, che sarebbero stati costretti a restituire parte delle somme indicate in busta paga. Per questa accusa il Tribunale, in primo grado, gli ha inflitto 10 anni, ma lo ha assolto per la ricettazione di un fonogramma riservato della Guardia di
Finanza contenente l’elenco dei beni che gli vennero sequestrati nel 2006. Tale elenco gli sarebbe stato consegnato pochi giorni prima che scattasse il sequestro. La difesa aveva sostenuto che Di
Vincenzo non avrebbe tratto alcun vantaggio dal possesso di quell’atto e dato che questa accusa è caduta ha chiesto la scarcerazione dell’imprenditore al Riesame, visto che non vi sarebbero esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento delle prove.
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